.::iL bLoG dI rIcCaRdO sOrReNtInO::. ...ti ho visto immobile nel desiderio senza nessun bisogno di tornare...

Eccomi

Utente: dyd777
Mi è impossibile dirvi la mia età: cambia tutti i giorni.

My status

Ultimi Commenti

I film visti nel 2008 e i miei oscar

Irina Palm - Il talento di una donna inglese **½
Lussuria - Seduzione e tradimento ***
I am legend ****-
Bianco e nero ***
American gangster ***½
La ragazza del lago ***++
Into the wild ****-
Sogni e delitti ***
Non è mai troppo tardi ***-
Caos calmo ****-
Non è un paese per vecchi ****
Il mattino ha l'oro in bocca ***½
Onora il padre e la madre ****½
27 volte in bianco **
La guerra di Charlie Wilson ***½
Tutta la vita davanti ***
Il petroliere **½
Next ***+
Riprendimi ****
L'ultima missione ***
Lezioni di felicità *
Prospettive di un delitto ***½
Lars e una ragazza tutta sua ***½
10 cose di noi **
Interview **½
Il treno per il Darjeeling **½
Scusa se ti chiamo amore **
In Bruges - La coscienza dell'assassino ***½
La sposa fantasma **
Gomorra ****-
Il Divo ****
Indiana Jones e il Regno del Teschio di Cristallo ***-
SMS - Sotto mentite spoglie **½
E venne il giorno **
Once ****½
L'incredibile Hulk ***
La notte non aspetta ***
Quando tutto cambia ***+
Wanted ***½
Boris (14 episodi) ***½
Il cavaliere oscuro ***½
Boris 2 (14 episodi) ***½
Tutti i numeri del sesso **
Gli scorpioni **
Gone baby gone ***½
Elizabethtown ***
Noi due sconosciuti ***½
Nella rete del serial killer **
Oxford murders **½
Tutti a casa ***½
Un giorno perfetto ***½
Al di là della vita ****-
Il papà di Giovanna ***½
Californication 1st season (12 episodi)***½
Hancock ***-
The air I breathe **½
After burn reading ***
Sfida senza regole **½
The hurt locker ***+
Vicky Cristina Barcelona ****-
La classe **
The mist ***
Tropic Thunder ***
Lezioni di cioccolato **½
Sidney ***
Wall-E ***½
The burning plain ****½
La banda Baader Meinhof ***-
Nessuna verità ***
Chi nasce tondo **
The millionaire ***½
Ultimatum alla terra **½
Come Dio comanda ***½
L'ospite inatteso ***
88 minuti ***
Il cosmo sul comò *
Smoking aces ***½
Sex List - Omicidio a tre **½

____ Totale films: 78 

____ Legenda voti: * ripugnante;
** mediocre; *** sufficiente;
**** bello; ***** capolavoro.

Le mostre 2008


MOMA (NYC)****
Guggenheim (NYC)***
Metropolitan Museum (NYC)****
American Museum of Natural History (NYC)**
National Geographic (Palazzo Esposizioni) ***
Photoshow 2008 (Nuova fiera di Roma) ***
La finestra di fronte (Palazzo Esposizioni) *
Picasso (Vittoriano) **

____ Totale mostre: 8 

I concerti 2008

KarmaKaul (Aristoclub) ***
Paolo Benvegnù (Circolo degli Artisti) ****½
Vasco Rossi (Stadio Olimpico) ****
Rigenera (360°) ***
Giuliano palma & the Bluebeathers ***½
Ligabue (Stadio Olimpico) ****
Jo Bohnsack (Umbria Jazz) **
Keisha Jackson & The Soul Spinner (Umbria Jazz) ***

____ Totale concerti: 8

Playlist 2008

(in ordine sparso)
...

Teatro 2008

Meglio zitelle (Teatro Petrolini) ***½
Chicago (Broadway) ***½

____ Totale spettacoli: 2 

Top album 2008

...

Sotto al neon 2008

...
...

Nel cassetto 2008

La scimmia pensa, la scimmia fa - C. Palahniuk ***½
Non ci sono santi *** - G. Romagnoli
Bonus tracks - Scrittori italiani per Rolling Stone *** - AA. VV.
Cavie - C. Palahniuk ***
Il vizio dell'amore - G. Romagnoli ****-
Come Dio comanda - N. Ammaniti ***½
Non avevo capito niente - D. De Silva ***½
Me parlare bello un giorno - D. Sedaris **
Solo i treni hanno la strada segnata - G. Romagnoli ****+
Dai un bacio a chi vuoi tu - G. Marchetta ***-
Duma Key - S. King ***½
La camera azzurra - G. Simenon ***½
Il pellegrino dalle braccia d'inchiostro ***½ - E. Brizzi
La neve se ne frega - L. Ligabue ***
La donna di scorta - D. De Silva **½
Gang bang - C. Palahniuk ***½
Navi in bottiglia - G. Romagnoli ****
L'unico al mondo - G. Romagnoli ***+

____ Totale libri: 18 

Cities 2008

New York City
...

Cancelleria

oggi
agosto 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
settembre 2007
gennaio 2007
ottobre 2006
settembre 2006
giugno 2006
gennaio 2006
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005

Contatore

*loading* animali sono passati di qui dal 07.02.2005

giovedì, 29 maggio 2008
Mamma Gambalunga

E’ la prima estate della sua vita senza compiti. Si tratta di partire per il mare con due pesci rossi in bottiglia e tutto ciò che non si immagina a dieci anni.
Quando vede il libro che la mamma gli mette in valigia pensa ad un errore nonostante le spiegazioni. Papà Gambalunga va letto un capitolo al giorno e riassunto ogni sera. Senza reclami, c’è da vivere l’estate colorata di un’orfanella che forse ce la fa, come spesso, grazie a qualcun altro.
Dopo pranzo inizia, mentre la sorella gioca in terrazzo con il secchio e le biglie che erano sue. Legge il primo capitolo di “un libro da bambine” e scrive svogliato dieci righe sul quaderno. A cena presenta il lavoro e chiede spiegazioni sul romanzo. La mamma pare saperne quanto lui.
Il giorno dopo scarabocchia le parole sistemando punti e virgole, attenendosi al testo. La mamma legge distratta il lavoro che procede.
Giorno dopo giorno, per tutto luglio, l’orfanella Abbott esce dall’istituto in cui si trova e si siede accanto a lui: gli sussurra una storia diversa. Della sua passione per la scrittura che va oltre un libro che neanche una mamma ha letto come vorrebbe far credere. Gli narra delle storie che ti trovano quando meno te l’aspetti, semplicemente immaginando. Dovunque, un racconto da cogliere, anche nei compiti che ti scelgono, a dieci anni, come in seguito.
Il primo libro della sua vita era stato scelto da qualcun altro, abbandonato sul comodino con il segnalibro che scalava le pagine distratto, nonostante tutto. Ma insieme c’era il quaderno con la storia di quello che sarebbe stato Papà Gambalunga, se solo qualcuno, in quella casa, avesse letto il libro. Lì c’era la prima bozza sghemba di un racconto che solo lui conosceva, con gli stessi personaggi di Webster. Il suo primo, breve, romanzo su fogli a quadretti, in cui scoprì l’amore timido per le realtà diverse che vedeva nella sua mente. La trama parallela che la mamma leggeva ogni giorno chiudendo il quaderno, non sapendo che negli anni ne avrebbe comprati altri per assecondare le vite dei personaggi di suo figlio. Assistendo inconsapevole alla nascita di una storia che avrebbe conosciuto solo leggendo, un giorno. Quella di Mamma Gambalunga.

digitato da: dyd777 a maggio 29, 2008 16:52 | link | commenti (3)
pensieri, racconti

lunedì, 26 maggio 2008
La domenica dimenticata

La palla è rotondaAl 24’ del primo tempo un tifoso dà di gomito all’amico: «Ma quanto stanno?». Quello sputa il fumo dalla bocca insieme alla cicca e dice: «Non lo so. Non me lo ricordo». La domanda si insinua come una hola tra gli spalti ed il rumore sale. Il tabellone oscurato dalla pubblicità, non risolve l’enigma. Guardando l’impeto dei giocatori viene da pensare che tutti stiano perdendo. Tanto a poco, forse. Qualcuno decide di ascoltare la radio, ma i più non ricordano il nome delle squadre in campo. I calciatori attaccano nel disinteresse. Chi invia sms reclamando conoscenza, non sa che scrivere nemmeno con l’abbonamento alla mano. Con le sciarpe e le bandiere addosso si cerca di comprendere per chi urlare. Pur non ricordando il motivo dell’orgasmo. Chi rinuncia con pudore, saluta il vicino e promette di venirne a capo presto: «Ci si vede alla prossima». Il gol di una squadra viene accolto dal silenzio generale. Tifosi interdetti si siedono sperando che l’amico accanto gli dica di bestemmiare, almeno. Ma nessuno sa altro: alla fine del primo tempo ci si conosce ai bar parlando di cinema.
La notizia si diffonde rapida. I presidenti delle squadre in tribuna leggono il comunicato congiunto: “Non c’è altro, non c’è futuro, non c’è vittoria”. Chi lascia l’abbonamento prima del tornello, ha in regalo un accendino sequestrato. Quelli delle televisioni riprendono la valanga che vuota lo stadio mentre i giocatori sono già sui pullman con l’i-pod nelle orecchie e la carriera nei panni sporchi per l’ultimo lavaggio.
Al 90’ di una partita che ha scordato un tifoso digita il numero di casa dal cellulare: «Tesoro, sto tornando. Ti porto a cena fuori». La moglie chiude la tv. Dentro ali di sole di un pomeriggio estivo indossa il vestito di seta. Raccoglie i capelli davanti allo specchio in una domenica che aveva dimenticato.


[Il racconto è stato pubblicato nell'Anthology "La palla è rotonda" - AA. VV. edito da LAB (Prima edizione Luglio 2008)]

digitato da: dyd777 a maggio 26, 2008 17:02 | link | commenti
pensieri, racconti

lunedì, 19 maggio 2008
Labirinti

Ha iniziato per caso. Su di un foglio di carta, tra i banchi di scuola, ha tratteggiato in blu il primo groviglio della sua vita. Senza bisogno del filo si è ritrovato qualche mese più tardi in una piccola scatola di cartone. Lì ha alzato pareti con listelli di legno ed una colla scaduta. Alla fine dell’intrico si è scoperto nella sua casa al mare, anni dopo. A sistemare pareti di carton gesso per far giocare la sua bambina in giardino.
Costruisce labirinti di professione. Per divertire i ricchi che ne vogliono uno nelle loro ville. Per i set cinematografici in allestimento e per i luna park. Ha fatto la sua fortuna sulla voglia di perdersi di ognuno. Senza impronte o cartine tra le mani. Si entra e si esce. Spesso da dove si arriva solo per la paura di andare.
Da cinque giorni è tra i percorsi che ha progettato per oltre un anno. In silenzio, nella sua opera definitiva. All’interno dell’hangar affittato per i suoi lavori, ha fatto sistemare il suo ultimo labirinto. Quello della fama sconsiderata.
Oltre cento camion hanno sparso sabbia per due mesi sul fondo del capannone. Decine di tecnici hanno montato le migliaia di pareti del progetto. Ha chiuso tutti fuori, acceso le luci dello stabilimento ed è entrato. Unico aiuto la sabbia sotto i suoi piedi, segnata con le impronte che avanzano ad ogni passo. Faticose e circospette, per tornare indietro ed arrendersi, se ce ne fosse bisogno.
Cammina ora come un futuro che non si è mai avverato. Impiegando più tempo di quello che aveva immaginato dentro il labirinto. Quello in cui ha riversato tutte le paure e i fallimenti, cercando di snidarli e risolverli. Per una volta nella vita pensando a definire le sue scelte e non viceversa. Sapendo che tra poco, oltre l’impronta che non c’è, fuori dal groviglio, apparirà il senso di quello che si è fatto. Il senso che gli diamo.

digitato da: dyd777 a maggio 19, 2008 16:43 | link | commenti (2)
pensieri, racconti

martedì, 13 maggio 2008
Navi in bottiglia

Avevano bevuto e non erano affogati. Più ubriachi della nave notturna che li aveva presi all'uscita del pub, si erano trovati incastrati tra lo sportello ed il sedile della macchina. In piedi, alle 6 di mattina, con l’alba frettolosa di chi ha ancora bisogno di tempo per parlare, nel buio.
«Te la fumi un’ultima sigaretta?» aveva chiesto lei.
«Sì» aveva deciso lui, fermandosi al confessabile. Le era davanti e non era riuscito a spostarsi.
«Cosa c’è che non va?» le aveva chiesto.
«Ho freddo» sapendo che non avrebbe capito. «Ho troppo freddo da un po’» sedendosi. «E’ come se mi fossi sequestrata da quattro anni e non avessi mai chiesto il riscatto. Sapendo che nessuno lo pagherebbe ». Lo guardava dal basso ora, gli occhi squagliati.
«Io credo che tu sia pronta»
«Per cosa?»
«Per uscire dalla bottiglia. Per fare uscire la tua nave. C’è un tempo in cui bisogna aspettare. Si pensa di stare al porto, poi ci si accorge della bottiglia in cui ci siamo messi. Magari per sognare. Cosa vorresti ora?»
Lei si era alzata davanti a lui. Non gli guardava gli occhi, ma un po’ più in basso. «Non posso» mormorò. «No, no…»
Lui l’aveva abbracciata. Con le labbra le aveva baciato la fronte sgualcita. I capelli le si erano stropicciati, intorno.
Tornando a guardarsi, erano rimasti appesi e vicini, l’uno all’altra. Ad ondeggiare come altalene nel vento.
«E’ meglio che ci stacchiamo» aveva detto lei, infilandosi le mani in tasca e alzando le spalle. Lui le aveva carezzato il viso, richiudendo il tappo della bottiglia.
«Allora buon lavoro domani» le aveva detto.
«Grazie» dedicandogli un occhiolino mentre aveva chiuso la portiera e messo in moto. «Spero di sentirti presto, appena riesco a dormire un po’» gli aveva mormorato.
Lui la guardava ancora da vicino quando era rientrato in casa. Con gli occhi pesti si era infilato sotto le coperte senza baciarla nemmeno lì.
Il profumo caldo di sua moglie lo aveva avvolto, nel letto: dormiva senza sogni, col sole di sabato fuori.
Cercando di non sorridere aveva sentito il vetro rompersi. Il tappo era saltato che ormai era tempesta. Infinita e senza approdi.

digitato da: dyd777 a maggio 13, 2008 02:27 | link | commenti
citazioni, pensieri, racconti