Irina Palm - Il talento di una donna inglese **½ Lussuria - Seduzione e tradimento *** I am legend ****- Bianco e nero *** American gangster ***½ La ragazza del lago ***++ Into the wild ****- Sogni e delitti *** Non è mai troppo tardi ***- Caos calmo ****- Non è un paese per vecchi **** Il mattino ha l'oro in bocca ***½ Onora il padre e la madre ****½ 27 volte in bianco ** La guerra di Charlie Wilson ***½ Tutta la vita davanti *** Il petroliere **½ Next ***+ Riprendimi **** L'ultima missione *** Lezioni di felicità * Prospettive di un delitto ***½ Lars e una ragazza tutta sua ***½ 10 cose di noi ** Interview **½ Il treno per il Darjeeling **½ Scusa se ti chiamo amore ** In Bruges - La coscienza dell'assassino ***½ La sposa fantasma ** Gomorra ****- Il Divo **** Indiana Jones e il Regno del Teschio di Cristallo ***- SMS - Sotto mentite spoglie **½ E venne il giorno ** Once ****½ L'incredibile Hulk *** La notte non aspetta *** Quando tutto cambia ***+ Wanted ***½ Boris (14 episodi) ***½ Il cavaliere oscuro ***½ Boris 2 (14 episodi) ***½ Tutti i numeri del sesso ** Gli scorpioni ** Gone baby gone ***½ Elizabethtown *** Noi due sconosciuti ***½ Nella rete del serial killer ** Oxford murders **½ Tutti a casa ***½ Un giorno perfetto ***½ Al di là della vita ****- Il papà di Giovanna ***½ Californication 1st season (12 episodi)***½ Hancock ***- The air I breathe **½ After burn reading *** Sfida senza regole **½ The hurt locker ***+ Vicky Cristina Barcelona ****- La classe ** The mist *** Tropic Thunder *** Lezioni di cioccolato **½ Sidney *** Wall-E ***½ The burning plain ****½ La banda Baader Meinhof ***- Nessuna verità *** Chi nasce tondo ** The millionaire ***½ Ultimatum alla terra **½ Come Dio comanda ***½ L'ospite inatteso *** 88 minuti *** Il cosmo sul comò * Smoking aces ***½ Sex List - Omicidio a tre **½
MOMA (NYC)**** Guggenheim (NYC)*** Metropolitan Museum (NYC)**** American Museum of Natural History (NYC)** National Geographic (Palazzo Esposizioni) *** Photoshow 2008 (Nuova fiera di Roma) *** La finestra di fronte (Palazzo Esposizioni) * Picasso (Vittoriano) **
____ Totale mostre: 8
I concerti 2008
KarmaKaul (Aristoclub) *** Paolo Benvegnù (Circolo degli Artisti) ****½ Vasco Rossi (Stadio Olimpico) **** Rigenera (360°) *** Giuliano palma & the Bluebeathers ***½ Ligabue (Stadio Olimpico) **** Jo Bohnsack (Umbria Jazz) ** Keisha Jackson & The Soul Spinner (Umbria Jazz) ***
____ Totale concerti: 8
Playlist 2008
(in ordine sparso) ...
Teatro 2008
Meglio zitelle (Teatro Petrolini) ***½Chicago (Broadway) ***½
____ Totale spettacoli: 2
Top album 2008
...
Sotto al neon 2008
......
Nel cassetto 2008
La scimmia pensa, la scimmia fa - C. Palahniuk ***½Non ci sono santi *** - G. RomagnoliBonus tracks - Scrittori italiani per Rolling Stone *** - AA. VV.Cavie - C. Palahniuk ***Il vizio dell'amore - G. Romagnoli ****-Come Dio comanda - N. Ammaniti ***½ Non avevo capito niente - D. De Silva ***½ Me parlare bello un giorno - D. Sedaris ** Solo i treni hanno la strada segnata - G. Romagnoli ****+ Dai un bacio a chi vuoi tu - G. Marchetta ***- Duma Key - S. King ***½ La camera azzurra - G. Simenon ***½ Il pellegrino dalle braccia d'inchiostro ***½ - E. Brizzi La neve se ne frega - L. Ligabue *** La donna di scorta - D. De Silva **½ Gang bang - C. Palahniuk ***½ Navi in bottiglia - G. Romagnoli **** L'unico al mondo - G. Romagnoli ***+
Non lo sai mai fino a quando lei non si veste di rosso. Non lo sai anche se l’uomo col tovagliolo ti indica che è arrivata lì per te. Non lo sai mai perché è molto più di ciò che hai chiesto mille mondi fa. Oltre ogni cosa che sei disposto a perdere, perfino. Non lo sai mai fino a quando non incrocia le gambe e libera il sorriso. Non lo sai nemmeno quando immagini il contatto con la sua pelle, fugace. Non lo sai, mai. Se non riesci a guardarle gli occhi, ma impazziresti nel sentire le sue gambe addosso, stritolarti sotto il tavolo. Senza bisogno di ordinare o perdere tempo con l’antipasto. Non lo sai mai se lei immagina lo stesso o molto di più. E comunque non lo sai se fingi bene, senza neanche sistemarti comodo per farla stare comoda. Mai, non lo sai se quello che porta sotto le grinze del vestito glielo strapperesti o mangeresti ora che non guarda. Non lo sai mai come potrà essere il sapore di quest’acqua nella sua bocca. Non lo sai, mai, se sarai ferito o ferirai di più nel prenderla. Non lo sai mai se i tuoi tre comandamenti resistono fino alla macchina. Non lo sai se sperare in questa certezza senza domani con tutto ciò che era ieri. Mai, non lo sai. Come non lo sai se accetti ogni forma di morte, dolore o gelosia che verrà. Prima che tutto si perda col calore dell’asfalto lavato dagli spazzini. Non lo sai se vale la pena anche pagare perché davvero non c’è prezzo a quello che vedi. E comunque non lo sai mai se sei preparato ai danni coll’assicurazione che stracci sotto il tavolo mentre lei si stropiccia il vestito. Scoprendo le gambe magre e le regole del gioco a perdere. Non lo sai mai. Perché hai più errori che anni. Di entrambi. Non lo sai, ma lei non chiede. Mai.
Ha fatto una qualunque valigia per allontanarsi. Da se stesso, tra l’altro. Solo, in macchina nel suo presente. Non conosce l’ora perché ha imparato a non chiederla mai ad una donna. Ognuna ha i suoi tempi, ha appreso. Anche quella che gli è stata accanto per due anni. Odia gli addii perché una doppia ‘i’ significa già uno strascico. Pur avendo perso la strada, ha preso l’autostrada per Rimini. Per la sua vacanza: da cuori spezzati, da lavori negati, da una famiglia che sbandava in salita a 20 all’ora.
In vacanza, per segnare il suo gol al 93esimo, quello che non s’aspetta e che non sa nemmeno che c’è. Quello che arriva così tardi che non rimane tempo per aver paura di ciò che potrebbe succedere, dopo.
Si lancia a 100 all’ora prendendo le misure ai propri rischi, senza sentire nulla oltre alla musica che sibila nel vento (Faraway, so close. Up with the static and the radio…), godendosi il sole mattutino (Your wheels are turning but you're upside down…).
E’ finita, anche se è sempre ricominciata. Con la cura o senza. Se mai esiste qualcuno che possa somministrarla. Se mai si possa rimediare alle parole non dette, alle case abbandonate o alle bugie rivelate. Se mai si possa far coincidere il mondo dentro con quello fuori.
Lui andrà in vacanza st’estate, io resto: coi demoni che ho affogato e lo spirito che ho trovato. Vicino, così lontano. E’ tranquillo, non c’è nessuno in giro.
Tutto si muoveva tra il letto, la finestra e il televisore con la partita muta. La luce pomeridiana attraversava le foglie dell’oleandro in giardino e la inquadrava sul letto con un timido occhio di bue di pulviscolo. Nuda, distesa con le gambe divaricate. Ancora sporca del seme di lui immobile alla finestra a guardare il tramonto estivo senza vederlo, al piano terra. In una Roma che di caldo non voleva saperne neanche a giugno.
«Mi ami?» gli aveva chiesto.
«Credo di sì»
«Non ne sei convinto?»
«Sì, ma è tutto troppo complicato» aveva proseguito.
Nudo, si sdraiò tra le gambe affusolate di lei. Le passò un tovagliolo perchè si pulisse. Rimase a guardarla: gli piaceva pensare al sapore dei sudori mescolati. Le toccò i capelli all’altezza dell’orecchio. Le raccolse dietro quelli che si era persa davanti.
«Che le dirai di oggi pomeriggio? Dove hai visto la partita?» gettando il fazzoletto sul pavimento e prendendone un altro dalle sue dita.
«Non lo so. Inventerò qualcosa. Anche un amico» mentre le disegnava il bacino col dito, lì dove c’era il segno bianco del costume.
«Non voglio che te ne vada da questa casa» gli disse guardandolo negli occhi.
«Tuo marito sarà qui stanotte e mia moglie mi aspetta per l’ora di cena. E’ troppo complicato quello che vogliamo, oltre questa partita». Le parole cominciarono a riempire il vuoto della testa, quello che ti lascia l’amore, subito dopo.
«Forse hai qualche unghiata sulla schiena. Fammi vedere» girandolo e mettendosi a cavalcioni sopra. «Mi fa impazzire la tua schiena»
Urla strozzate arrivarono dalle case intorno. L’Italia aveva segnato il gol più importante, nell’ultimo giorno disponibile per l’accesso agli ottavi. Lui guardava la televisione col mento sul materasso, le mani di lei sulle spalle. Dallo specchio le vedeva di traverso i seni sodi, l’incrocio sporgente delle clavicole celato tra i capelli. Fremendo, ancora.
«Ce la farà a qualificarsi?» gli chiese mentre gli massaggiava coi polpastrelli le scapole.
«Spero di sì perché avremmo anche gli eventuali supplementari la prossima volta» le rispose.
Suo marito si era fermato all’aeroporto appena sceso dall’aereo, di ritorno dal convegno: per non perdersi la qualificazione, aveva detto. Al novantesimo non ci sarebbe stato più tempo nemmeno per loro. Neanche per la doccia.
«Avrei voglia di fare l’amore con te in uno stadio» gli disse. Lui si girò supino tenendole le mani nei palmi aperti, sentendo ancora l’odore del sesso. Se la sarebbe impressa così, negli occhi. Si era sempre chiesto che cosa avrebbe fatto di sua moglie quando avesse incontrato la donna giusta.
«Aspetta di sapere se ci qualifichiamo prima» sorridendo.
Si alzò e si lavò. Lei non lo perse mai di vista, rimanendo nuda al suo fianco. La baciò sulla porta senza convenevoli, per non rischiare di perdersi di nuovo, dentro.
Scese le scale e decine di urla festose dalle finestre lo colsero con l’accendino in mano. Sembrava che l’amore avesse i minuti contati, ma restava un sacco di tempo.
Sarebbe stata muta. Ma non per sempre. L’afasia che aveva colpito l’area di Broca nella sua testa durava da ormai venticinque anni. Sbattendo urtò la parte destra, ma i danni li subì la parte sinistra. In quell’area dove è localizzato il linguaggio e la capacità di esprimersi a parole. Chi la coinvolse nell’incidente frontale in una notte piovosa non fu mai trovato. Si sa solo che le tolse l’unica possibilità di essere ascoltata.
Lei ha così costruito il suo lavoro: ascoltare i segreti inconfessati di chiunque. Iniziò con quelli degli amici più stretti fino ad arrivare a ricevere ogni categoria umana. Avere un appuntamento con lei oggi è praticamente impossibile: la lista recita due anni di attesa.
Politici e star di ogni genere godono di un rispetto particolare: molto spesso non fanno nemmeno la fila in sala d’attesa. Hanno appuntamenti notturni o mattutini, riservatissimi, in modo che non si sappia nemmeno che sono stati lì. A confessare l’incoffessabile a chi non potrà mai confessarlo a nessuno. Almeno fino a quando l’afasia perdura.
Miss Broca ha 50 anni, un conto in banca di tutto rispetto, disponibilità assoluta e la pazienza di ascoltare senza pronunciare giudizi. Si siede davanti ad ognuno e rimane lì, ad annuire nelle pause e a distribuire pacche sulle spalle quando le lacrime affiorano agli occhi del reo. Tutto ciò che si vuole, spesso: comprensione e silenzio. Anche per quello che ha commesso il più grave dei delitti, per tutti, c’è l’ascolto, magari emozionato.
Io sono sordomuto dalla nascita, parlo il linguaggio dei segni, ma anche per me c’è possibilità di comprensione qui, dietro la porta. C’è solo questo modo per liberarmi: raccontare tutto anche se non si tratta di parlare con un prete e di avere soluzioni o giustificazioni da presentare domani. Prendere in mano le fotografie di quello che si è fatto, distribuirle sul tavolo e guardare dall’alto, può servire a comprendere. Nel silenzio, sapendo che non sei solo con te stesso, ma che qualcuno sa tutto perché ha visto e sentito.
Miss Broca parlerà un giorno e la sua afasia terminerà. O forse no. Io non so da quanto mi porto dentro tutto questo. E’ solo arrivato il momento di levarsi lo zaino dalle spalle, tirare fuori i panni sporchi ed infilare l’oblò pulito del futuro. Mi ascolterà anche se parlo il linguaggio muto, quello che lei ha dovuto imparare. Quello con cui io sono nato. Urlerò e piangerò perché farà male, lo so. Assesterò il mio equilibrio precario su questo filo che ho appeso sopra la mia vita tanto tempo fa. Ti racconterò tutto, miss. Della pioggia, del freddo e di una ragazza di 25 anni. Del silenzio che è l’unica cosa che ricordiamo, dopo.